Mediterranean society sights

Erice Journal of politics peace and human rights nasce grazie alla collaborazione tra l'Università degli Studi di Palermo ed il Comune di Erice.

Il Journal intende promuovere il dialogo tra i popoli e le persone, le culture e i valori che convivono nel Mediteraneo. Avvalendosi di significativi contributi da parte di un circuito internazionale di università, personalità del mondo culturale, artistico e religioso, e giovani interessati a condividere riflessioni relative alle tematiche trattate, la rivista si caratterizza per un approccio di confronto interculturale, con una proiezione preferenziale verso le attuali problematiche internazionali e mediterranee.

Il fine è la ricerca di prospettive future di pace ed integrazione attraverso un processo di scambio e cooperazione tra tutte le anime e le esperienze del panorama mediterraneo nel segno della tolleranza.

2017

2016

2014

Redazione

Giorgio Scichilone

direttore

Lucia Martines

caporedattore

Luana Alagna

redattore

Giorgio La Neve

redattore

Andrea Lo Bianco

redattore

Nesma Elsakaan

redattore

Torretta Pepoli

La “Torretta Pepoli” è un simbolo di Erice, dichiarata “Luogo simbolo di Pace” dalla Federazione dei Club UNESCO

TORRETTA PEPOLI: le origini

La Torretta Pepoli prende il nome dal conte Agostino Pepoli (1848-1911) studioso, cultore del bello e mecenate che intorno al 1870 la fece edificare all’interno dell’attuale giardino del Balio, spazio e polmone verde della città.

 

Nella Torretta, rifugio silenzioso per le sue meditazioni, il Conte Pepoli accolse gli uomini di cultura del tempo e fra questi il letterato Ugo Antonio Amico, il musicologo Alberto Favara, il ministro Nunzio Nasi, il direttore della Biblioteca Fardelliana di Trapani Giuseppe Polizzi, l’archeologo Antonino Salinas, lo storico Niccolò Rodolico e tanti altri.

TORRETTA PEPOLI: presente e futuro

La “Torretta Pepoli” è un simbolo di Erice, dichiarata “Luogo simbolo di Pace” dalla Federazione dei Club UNESCO. Grazie ad una sapiente e completa opera di restauro (progettisti: arch. Vito Corte e ing Paolo Grammatico, RUP arch. Gaspare Bianco e DL arch. Biondo Luigi della Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani), è diventata oggi “Osservatorio e Faro di Pace”, da cui liberi pensatori, uomini di Stato, cittadini possono diffondere, utilizzando le moderne tecnologie, le loro riflessioni sul dialogo interculturale.

 

Tale destinazione "politico-culturale" fortemente voluta e posta in essere dall'Amministrazione del Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, ha previsto l'installazione all’interno della Torretta di un Museo interattivo multimediale, un viaggio racconto tra storia, cultura, mito e tradizione dei personaggi e della città di Erice, "Faro" di Pace nel Mediterraneo.

MUSEO INTERATTIVO MULTIMEDIALE

Il visitatore riceve all'ingresso un oggetto “sensibile”, che per la sua particolare forma riconduce ad una pietra preziosa, un cristallo naturale simbolo di bellezza, purezza, della felicità e della pace. Attraverso questo “cristallo”,durante il percorso previsto per la visita, è possibile attivare e far rivivere i diversi ambienti all’interno del museo semplicemente accostado l'oggetto a dei punti sensibili: luci, scenografie meccaniche, videoproiezioni e ambienti sonori faranno vivere al visitatore un’esperienza immersiva e multisensoriale.

 

Il “cristallo” infine diviene protagonista scoprendo la sua vera natura, cioè custode di un messaggio di pace che viene liberato dallo spettatore nell’ultimo ambiente del percorso. La voce del Conte Agostino Pepoli racconterà la storia della Torretta e quello che ne rappresenta oggi. Sarà il web a divulgare messaggi, azioni e iniziative per la Pace. Inoltre è disponibile una videocamera che i visitatori possono utilizzare per registrare e diffondere via web i propri messaggi di pace.

Erice

Le origini di Erice sono indissolubilmente legate al sacro "thémenos", il santuario a cielo aperto dedicato al culto dell’Afrodite greca e della Venere Ericina romana, luogo che attirava popolazioni provenienti da ogni parte del Mediterraneo e dove, secondo Diodoro Siculo, Erice, figlio di Bute e di Afrodite stessa, aveva eretto il tempio dedicato alla propria madre e fondato la città.

Sulla cima del Monte omonimo, che, sull'estrema costa occidentale della Sicilia, sovrasta la città di Trapani e il mare in cui si specchiano, da un lato, a sud-ovest, le Isole Egadi, dall'altro, Castellammare del Golfo e il Monte Cofano, sorge, da tempi antichissimi, la città di Erice. Su un altopiano la cui parte culminante arriva a 751 metri s.l.m., in una posizione geografica eccezionale, il borgo mantiene pressoché intatto il suo aspetto medievale

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