OGGI CONSIGLIO COMUNALE APERTO A SAN GIULIANO PER LA ZFU
Proseguono le iniziative dell’Amministrazione Comunale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mancata attivazione della Zona Franca Urbana di Erice.
Nel pomeriggio di oggi, infatti, a partire dalle ore 17,00 è prevista una seduta straordinaria aperta del Consiglio comunale nei locali del Centro Sociale “Peppino Impastato – vittima della mafia” in via Ignazio Poma, a San Giuliano, per discutere con i cittadini delle ulteriori iniziative che si reputano opportuno intraprendere per far valere i diritti della comunità ericina.
Da lunedì 17 gennaio, inoltre, presso gli uffici e le delegazioni comunali è possibile firmare la petizione per sollecitare il governo nazionale ad adottare i necessari provvedimenti affinché siano emanati i decreti attuativi necessari per l’attivazione delle ZFU.
Il prossimo venerdì 21 gennaio, a partire dalle ore 10,30, sempre presso il Centro Sociale “Peppino Impastato” è prevista la presentazione dell’iniziativa “Zone Franche Urbane – Petizione Itinerante” con l’arrivo a San Giuliano del camper “Tour zfuday”, iniziativa itinerante nelle varie regioni e province italiane promossa dall’Office Center Zolfo, per riaccendere i riflettori sul futuro o sulla fine delle ZFU.
Come si ricorderà, assieme alle altre 22 città italiane, il Comune di Erice aveva ottenuto il riconoscimento di Zona Franca Urbana, sottoscrivendo in data 28 ottobre 2009 con il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola il “Contratto di Zona Franca Urbana”.
Secondo le aspettative le ZFU dovevano essere la chiave per il rilancio di aree depresse del paese ad alto disagio sociale ed economico attraverso esenzioni fiscali automatiche per le piccole e micro imprese per 14 anni, con sconti su IRPEF, IRES, ICI, IRAP e sui contributi dei dipendenti per le imprese che localizzavano le loro aziende in tali aree. Oggi, invece, a distanza di 15 mesi i fondi per le Zone Franche Urbane vengono depennate (delibera Cipe del 26.11.10 di riprogrammazione fondi Fas 2007-2013) e di fatto cancellate le risorse loro destinate (per 150 milioni di euro).





























