Il mito, narrato dallo storico Diodoro Siculo, racconta che “presso Erice esisteva una roccia a picco così alta che le costruzioni circostanti il tempio di Afrodite minacciavano di finire nel precipizio. Dedalo consolidò queste costruzioni, circondò la roccia con un muro e ne allargò la sommità in modo mirabile. Successivamente consacrò ad Afrodite Ericina un’arnia d’oro, lavoro straordinario che imitava in modo perfetto una vera arnia”.
Dedalo era un mitico architetto cretese costruttore del labirinto dove era stato rinchiuso il Minotauro, che giunto nell’isola, ospite del re Sicano Cocalo, edificò alcune opere mirabili.
La tradizione erudita ha sempre ritenuto che il grande muro nella parte nord-orientale della rocca, edificato con blocchi squadrati disposti in assise orizzontali e conservatosi per una lunghezza di circa 7 metri e 4,80 metri in altezza, fosse da identificare con un tratto del muro realizzato da Dedalo. Certamente, si tratta di una delle poche testimonianze architettoniche dell’antichità superstiti sulla rocca di Venere la cui datazione per la tecnica edilizia sembra risalire al IV-III secolo a.C. |