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L'APPROVAZIONE DELL'UNIONE EUROPEA
Conformemente all'articolo 88 paragrafo 3 del trattato della CE, l'Italia avanza alla Commissione Europea, in data 11 giugno 2009, richiesta di aiuti di Stato, concernenti la creazione di 22 Zone Franche Urbane, che beneficino di un regime di agevolazioni fiscali a favore delle piccole e micro imprese che inizino una nuova attività economica. Tali aiuti per la Commissione hanno finalità regionali, e vengono valutati, conformente con l'articolo 87 paragrafo 3 lettera c) del trattato, compatibili con lo stesso.

 

• L'impegno del Governo
Il 28 ottobre 2009, nel Salone degli Arazzi del Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso di una cerimonia istitutiva delle Zone Franche Urbane, il Governo italiano ha assunto l'obbligo di dar vita all'importante incentivo, nel rispetto della decisone della Commissione Europea. Di fatto fino a quel momento (fino alla decisione), le ZFU presentavano molte ombre, in virtù della discrasia tra quanto previsto dalla finanziaria 2008 (istitutiva delle zone), ed i vincoli imposti dalla Unione Europea per gli aiuti di Stato. Con la decisione della Commissione, sono stati finalmente chiariti tutti i punti che rendevano dubbia l'attuabilità della normativa, definendo di fatto le condizioni attuative e di fruibilità.

• La marcia indietro del Governo
Con il cosiddetto decreto milleproroghe, in vigore dal 30 dicembre 2009, il Governo di fatto, svuota di contenuti le Zone Franche Urbane, tagliando i vantaggi fiscali, ed annullando l'automatismo dei benefici. Il tutto, disattendendo da una parte gli accordi sottoscritti, dall'altra la concertazione attuativa proprdeutica all'avvio delle ZFU.

 

 

 

• Le reazioni
Inutile dire, che da più parti, i soggetti interessati, hanno immediatamente sollevato le loro eccezioni alle scelte operate dal governo nazionale, nella speranza, non vana, che una ravveduta marcia indietro, ridesse stimolo all'importante strumento di politica economica

 

 

 

• Nulla è ancora perduto
Il 28 gennaio 2010, in sede auditiva, presso la Commissione Affari Istituzionali del Senato, il relatore Lucio Malan, ha fatto suo l'emendamento proposto dall'ANCI, il cui obiettivo ultimo è quello di riportare la normativa ZFU allo stato antecedente il decreto milleproroghe, non senza mediare sulle esigenze di cassa palesate dal Ministero dell'Economia, e quindi modificando parzialmente l'assetto normativo originario, individuando una restrizione sul tempo di durata del beneficio e sulla pletora dei beneficiari e quindi sul target dei destinatari.

 

 

• La Commissione del Senato boccia il milleproroghe
Accogliendo le eccezioni presentate, la Commissione Affari Istituzionali del Senato il 9 febbraio 2010, ha approvato un emendamento che sopprime il comma del milleproroghe che prevede la stretta sostanziale alla normativa ZFU, riportandola alla sua vitale originalità. Se il voto del Senato dovesse confermare la valutazione bipartisan effettuata dalla commissione, si ripristinerebbe il regime delle Zone Franche Urbane, antecente il contestatissimo milleproroghe. Il risultato ottenuto è frutto della fattiva collaborazione che l'Anci e l' Area mezzogiorno e cooperazione dell'Associazione, hanno sviluppato con tutti i Comuni sede di Zone Franche; altrettanto importante e' stata la mobilitazione che c'e' stata sul territorio, anche da parte del partenariato socioeconomico che ha amplificato la percezione dell'utilita' delle ZFU consentendo di dargli la giusta rilevanza agli occhi del'opinione pubblica.

 

 

 

 

CONTINUA...